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August 22

Estate da Innominato

 

Questa estate è stata semplicemente straordinaria: sono stato due settimane in Sardegna, poi 3 settimane in barca a vela e  adesso mi preparo ad andare 3 mesi in Germania. Iniziamo dalla Sardegna: due settimane di mare puro. Sono stato su delle spiagge con sabbia bianchissima, acqua cristallina in compagnia di gente di tutto il mondo. Ho conosciuto delle ragazze dell’Emilia Romagna e con loro sono stato sulla spiaggia di Punta Molentis e anche Porto Giunco. Poi quando sono andato a Costa rei con la mia famiglia ho conosciuto due ragazze di Meinz: erano simpaticissime e mi è piaciuto molto stare in loro compagnia. A porto Giunco ho conosciuto sempre una ragazza portoghese che per da poco si era trasferita a Villasimius con la famiglia per aprire un negozio. Con lei è stato interessante conversare perché mi ha raccontato molte cose sul Brasile, la mia terra natia. Non descrivo le varie spiagge perché le foto parlano da sé…La cosa stupenda è stata anche la lettura che avevo con me: “il Profumo” di Patrick Süskind un libro che ha stravolto il mio modo di pensare e che chiaramente consiglio a tutti. Il giorno lo trascorrevo tra le varie spiagge, la sera invece rimanevo quasi sempre a Torre delle Stelle. Un’esperienza meravigliosa che non dimenticherò…

Una volta tornato dalla Sardegna sono ripartito subito da Bolzano per andare a fare quelle famose 3 settimane in barca a vela. All’inizio in programma le settimane di vela erano due, poi grazie ad una serie di combinazione sono rimasto a bordo un’altra settimana…Il viaggio è cominciato alle 5.00 di mattina. Nel pullman con me c’era la 1d del mio liceo e due ragazzi di terza. Nel pullman ci siamo conosciuti tutti e una volta arrivati sono stati formati gli equipaggi delle varie barche. Io ero su questa barca di nome Pandora, gli altri erano distribuiti su due altre barche una di nome Aleph l’altra di nome Samirah. La settimana sul Pandora non è stata facile, c’erano molte faccende da sbrigare: lavare 2 volte al giorno il ponte, lavare la dinette, le camere e soprattutto il bagno (3 volte al giorno). Durante i pasti bisognava dare una mano ad apparecchiare, sparecchiare, cucinare e cose del genere. A queste mansioni si aggiungevano i compiti durante la navigazione. Il Pandora è un’imbarcazione secolare, imponente con un fascino ed una bellezza innegabili, ma non bisogna lasciarsi ingannare dal così promettente aspetto: il Pandora è una barca complessa. Sette vele (randa di maestra, controranda, randa di trinchetto, quadra, trinchettina, fiocco, gran fiocco) ognuna con la sua scotta e la sua drizza tranne la controranda e la quadra,  delle vele che sono sopra la randa di maestra e la randa di trinchetto). Le operazioni più frequenti erano l’issare e l’ammainare le rande e i fiocchi. Io ho avuto l’onore di ingerlare il fiocco: durante la navigazione stavo in piedi sul bompresso sentivo il mare sotto i miei piedi che veniva tagliato dalla prua del Pandora. Che esperienza! E’ venuta anche linea blu a fare delle riprese e io sono stato anche intervistato: quella giornata è stata ottima per veleggiare abbiamo fatto molte strambate e virate. La prima settimana è stata molto bella perché ho conosciuto praticamente tutta la 1d e con quasi tutti i suoi componenti ho stretto degli ottimi rapporti. Dire addio a quei compagni con cui avevo condiviso tanti momenti stupendi è stato un duro colpo: al momento della partenza mi è venuto un vuoto al cuore, una nostalgia indescrivibile che tuttavia io cercavo di nascondere davanti ai membri dell’equipaggio del Pandora. La seconda settimana anche è stata molto bella perché siamo riusciti a circumnavigare l’isola d’Elba. Anche durante la seconda settimana ho fatto amicizia con i ragazzi della 1a.

La seconda settimana è stata diversa dalla prima perché ho cambiato barca: gli ultimi giorni invece di trascorrerli sul Pandora li ho trascorsi sul Samirah, barca dove c’era lo skipper che era napoletano. La terza settimana l’ho vissuta da solo col capitano del Samirah, suo fratello e 3 suoi amici. Siamo partiti sabato mattina e siamo andati a Porto Azzurro. La barca è rimasta ancorata fuori dal porto e noi (l’equipaggio) abbiamo raggiunto terra con un tender. Ormeggiato il tenderino, abbiamo cercato un posto dove mangiare, prima abbiamo bevuto un drink io un maracuja sour, e poi siamo andati a mangiare ad una enoteca del posto. E’ stata una cena squisita: tagliere con tutti i salumi possibili, poi olio dell’isola d’Elba e olio toscano per fare tipo delle bruschettine, poi formaggi tipici locali che ho assaggiato insieme a miele di Eucalipto e altre salse squisite. Il tutto accompangnato da un buon vino…Quella sera abbiamo conosciuto una ragazza che andava in giro a distribuire volantini per le discoteche…

Il giorno dopo siamo partiti e siamo andati all’isola del Giglio: qui speravamo di farci il bagno ma non ci è stato possibile perché c’erano troppe meduse…Mai vista una concentrazione così alta di meduse. La sera siamo scesi a terra, ma non è successo niente di particolare. In nottata siamo partiti per Ponza. Abbiamo fatto turni di navigazione di 3 ore ciascuno. Io ero col capitano dalle 5.00 alle 8.00. E’ stato bellissimo timonare in mare aperto con il mio giubbotto da velista indosso: il capitano mi era vicino e mi aiutava a reggere la barca. Mi ha anche offerto del latte caldo con miele e dei biscotti...E’stato un momento unico, mi sentivo uno di quei personaggi dei libri di avventure che navigano alla ricerca di tesori e di mille avventure…Siamo arrivati a Ponza in serata. Dopo essere arrivati ci siamo accorti che c’era un problema al motore e quindi siamo rimasti a Ponza. La sera siamo andati a mangiare in un ristorante dall’altra parte dell’isola e abbiamo mangiato pesce. Dopo cena per digerire abbiamo passeggiato lungo la costa di Ponza. L’isola era piena di vita soprattutto il frontone…Bellissimo!!! Ho intenzione di ritornarci…

Poi siamo tornati alla barca che era ormeggiata fuori al porto e dopo aver preso i bagagli, siamo scesi subito a terra per partire con il traghetto delle 5.30. Erano le 2.30 circa e mancavano 3 ore prima della partenza: ci siamo seduti da una parte e abbiamo iniziato a chiacchierare. Alla fine il momento tanto atteso è arrivato e siamo partiti col traghetto da Ponza fino a Formia. In traghetto ho dormito e ascoltato musica. Una volta arrivati a Formia siamo subito andati verso la stazione ferroviaria per prendere il primo treno per Napoli. il treno per Napoli Campi Flegrei era praticamente vuoto…una volta arrivati a destinazione, i signori che erano con me sono andati via per la loro strada io invece ho cambiato treno per raggiungere Piazza Garibaldi. Una volta arrivato a piazza Garibaldi ho preso la Circumvesuviana per Castellammare di Stabbia e lì è venuta a prendermi mia madre. Questo viaggio assurdo, fatto senza dormire la notte precedente, con dei bagagli pesantissimi è durato 7 ore circa. Qualcuno potrebbe chiedermi perché hai fatto tutto questo? La ragione è molto semplice…La situazione in barca non era delle migliori: l’igiene era relativo, il mangiare era sempre quello e quindi non ero mi sentivo molto a mio agio.  La paura di rimanere lì a Ponza e di non arrivare a Napoli (cioè non partire per la Germania) ha avuto il sopravvento e ho deciso così di aggregarmi al resto dell’equipaggio.

Mia madre è venuta poi a prendermi a Castellamare e ho fatto 30 minuti di macchina più o meno. Arrivato a casa ho mangiato e sono andato a dormire. Mi sono svegliato alle 5.30 del giorno successivo. Ho passato una settimana ad Agerola, nel più completo relax, leggendo il mio libro “la storia” di Elsa Morante. Alla fine è arrivato il momento di lasciare anche Agerola. Ad Agerola ho lasciato mio fratello, mia nonna, i miei cugini, i miei ziii in pratica i miei parenti.

Il 2 agosto 2008 mia madre ed io siamo partiti per Bolzano: areo Napoli Verona. L’aereo era in ritardo di 2 ore e quindi siamo arrivati a Verona alle 15.00 da Verona a Bolzano circa 1 ora quindi sono arrivato a Bolzano che erano le 17.00. La sera sono uscito con Nicolas, Tanja, Elena e un altro ragazzo. Al gruppo si è anche aggiunto Weiss: birretta all’Hopfen e saluti in giro per piazza delle Erbe. Madonna quella serata c’era tutta gente che conoscevo…Una figata...saluti a destra e a sinistra. I giorni successivi li ho passati con la mia ragazza, al lido e con i miei amici. Alla fine giovedì è arrivato il grande giorno: il giorno in cui dovevo partire per la Germania. Dopo aver salutato i miei genitori, la mia ragazza (non dimenticherò mai l’ultima sera insieme), i miei amici sono salito sul bus e ho conosciuto i miei compagni d’avventura: Omar, Luca, Thomas, Irene, Tobia e altri…che dire non mi dilungo oltre dico solo che adesso sono in Germania e ci rimarrò 3 mesi per imparare il tedesco.

L’intervento precedente esprime una delle mie caratteristiche più grandi: l’essere lunatico. Ci sono giorni in cui sono allegro anche se il mondo è in declino e ci sono giorni in cui sono triste anche se tutto è perfetto. L’intervento precedente doveva concludersi così:

“Ieri mi sono svegliato e ho capito che sto cambiando. Phanta rei e quindi anche io, ma in fondo…rimango sempre l’Innominato.”

Ora vado a fare ginnastica e concludo l’intervento…

Un saluto a tutti e buon proseguimento di vacanze Animoticon

Lunatico e folle

A volte mi sveglio e mi capita di pensare chi me lo ha fatto fare di venire qui in Germania…Che vuole questa gente da me? Mi sveglio la mattina alle 6.30, la notte non dormo perché il mio gastbruder suona. Il mangiare è sempre quello e il tempo è brutto. La mattina vado in bagno e trovo i capelli della mia gastschwester nel lavandino o vicino alla vasca oppure non so dove. C’è un gatto maledetto che è sempre in mezzo alle scatole e che nella sua inutilità è anche in grado di lasciare escrementi per la casa. A scuola c’è gente che ti guarda e inizia a ridere come se tu avessi qualcosa di comico, tutto sembra una finzione, un teatro dell’orrore, ogni cosa sembra sempre andare peggio e tu ti senti sempre più solo.

Ci sono volte però in cui mi sveglio e dico sono l’Innominato e adesso affrontiamo la giornata: il cibo è quello, ma ci si abitua, il tempo si be’ non sarà mica sempre così no? A scuola il mio comportamento cambia e invece di badare alle cose che non vanno bene, vedo il lato positivo della faccenda. 3 mesi poi cosa sono? 12 settimane? 2 sono già passate…basta che moltiplichi questo tempo per 6…Nn è poi tanto, anzi è poco.

Che morale ha questo intervento? Nessuna…Del resto perché dovrebbe averla? Mica ogni cosa deve avere per forza un senso? Forse vuole solo suggerire qualcosa…prendi la vita per il verso giusto, carpe diem e…

April 02

Kiss the rain

Dove sei adesso?”. Una voce soave sussurrava queste parole. “adesso che avrei bisogno di te. Proprio ora non ci sei…”. Si alzò dal divano e andò a guardare fuori dalla finestra. Il cielo era grigio: sarebbe venuto a piovere di lì a poco. Il suo sguardo vacuo guardava fuori da quel vetro sporco. Il giardino stava andando in rovina. Da quando era andata via aveva smesso di curarlo come prima: e pensare che era stato proprio quel giardino a permettere che quei 2 si conoscessero…

Molti anni prima. Un giorno di sole come tanti altri e lui stava curando il suo giardinetto. Era chino su una pianta quando una voce alle sue spalle “che bel roseto!!”  lo distolse dalle sue meticolose operazioni. Si girò per vedere chi avesse parlato ma non vide nessun altro fuorché una giovane ragazza che con un capello di paglia si era fermata davanti al suo giardinetto. Il suo abito, in lino color verde acqua la copriva a sufficienza, ma non abbastanza per nascondere anche le gambe, belle e candide. Il suo corpo magro e apparentemente gracile era perfetto per quell’abito: sotto il verde acqua niente: era scalza e i suoi piedi così graziosi erano in equilibrio sulle punte, probabilmente perché la ragazza voleva meglio scorgere il roseto senza tuttavia calpestare il giardino. La sua pelle era candida e il suo bel collo sosteneva un capo aggraziato coronato da dei lunghi capelli lisci castano chiaro. Glaucopide, con quel rossetto rosso acceso sulle labbra sottili, stupenda come non mai, era lì curiosa come una bambina. Il ragazzo notando l’interesse della fanciulla le chiese: “vi piace?” “oh si è così bello!” “ se volete potete entrare per ammirarlo più da vicino…” “o ma non serve, non vorrei disturbarvi…” “non vi preoccupate…entrate. E’ un piacere accogliere persone che apprezzano la bellezza della natura e l’umile lavoro del giardiniere.”. “umile lavoro? Prendersi cura delle piante è più di un umile lavoro. E’ passione, è amore per la natura è pazienza, esperienza è abilità. Non dite che fare il giardiniere è un lavoro umile…” “avete ragione, ma non volevo sembrarvi presuntuoso solo per questo ho risposto così, ma vi prego entrate, mi fareste davvero felice…”. La ragazza entrò e iniziò a camminare sul prato verde appena tagliato. Si avvicinò al roseto. Quando passò vicino al giardiniere un ondata di profumo floreale lo travolse e lo stordì per un momento. Che profumo…E mentre era ancora incantato da quell’odore estasiante la ragazza gli chiese: “potrei prendere una rosa?” “certo prendetela, ma fate attenzione a non pungervi. Le rose sono belle, ma hanno anche le spine purtroppo…”. La ragazza cercò di seguire il consiglio del ragazzo tuttavia questo non bastò lo stesso a preservarla dalle insidie delle spine e così mentre cercava di cogliere una rosa si punse. Una gocciolina di sangue bagno il suo dito e iniziò a scorrere. Lei facendo finta di nulla continuò a cogliere la rosa. Una volta che l’ebbe colta si asciugò il sangue con un petalo di questa e ringraziato il ragazzo uscì dal giardino. Il ragazzo guardò il petalo che era caduto e avvicinandosi vide il sangue della giovine: quando capì che la ragazza si era tagliata, uscì immediatamente dal giardino cercandola con lo sguardo dappertutto eppure la ragazza sembrava svanita. Tornò alle sue faccende in giardino e mentre stava per riprendere a lavorare si accorse che vicino alle piante di mirtilli c’era un cappello di paglia. Si avvicinò e con sua sorpresa vide che era pieno di mirtilli. Il capello era stato girato per fungere da cestino. Probabilmente mentre lui si era distratto la ragazza aveva fatto tutto questo. Assaggiò uno dei mirtilli che erano nel cappello: era dolce e succoso, e così guardando meglio gli altri si accorse che erano tutti buonissimi. Aveva scelto i migliori. Ma cosa voleva fare quella ragazza? Rubargli i mirtilli? Ma come? Era una ragazza così dolce…e voleva ingannarlo? Mentre pensava, il profumo di quella ragazza gli tornò alla mente. Mangiando quei mirtilli sentiva il sapore di quelle labbra, odorando il cappello ricordava la bellezza di quel corpo e baciando quel petalo insanguinato le pareva di baciarle le diafane mani. Rimase steso nell’giardino e aspettò la sera: la ragazza non era venuta a riprendersi il cappello. Sopraggiunse la notte e lui si addormentò sul prato in quella notte stellata con la luna che col suo biancore latteo illuminava il cielo.

Si svegliò all’alba e mentre i suoi occhi si abituavano alla luce mattutina e il sole saliva spandendo raggi rossi gialli verdi nell’etere limpido, ecco baluginare una figura davanti al suo giardino. Una sagoma indistinta aspettava all’ingresso. Lui si alzò lentamente scrutando intensamente quella figura, ma non riusciva a distinguere molto. Il sole alle spalle della persona era troppo forte perché si riuscisse ad intravedere qualche particolare. Quando fu in piedi e si fu avvicinato un po’ iniziò a sentire un profumo che gli era familiare: un profumo floreale, intenso, fresco e puro. A quel punto le sue gambe iniziarono a tremare, e il cuore iniziò a battere. Si appropinquò il necessario per poter distinguere il viso della persona che aspettava all’ingresso: era lei. Con una rosa tra i capelli, vestita come il giorno precedente era lì, ferma, aspettando qualcosa. Il giardiniere la salutò: “ buon giorno!” lei non rispose. “buon giorno!” ripeté lui alzando la voce. La ragazza continuava a non rispondere. “Siete venuta a riprendere il vostro cappello?”. La ragazza annuì. “Ecco il cappello è vostro. Scusate se ho mangiato i mirtilli che conteneva all’interno, ma erano troppo buoni. Li avete scelti alla perfezione.” La ragazza non parlava e fissava con sguardo imbarazzato il terreno: sembrava contenta del complimento, le sue gote diventarono rosse, ma non osò parlare. “Scusatemi se mi sono fatto trovare così in queste condizioni, spero di non avervi lasciato senza parole per questo motivo. Io non suolo dormire all’esterno è solo che ieri sera ero così stanco che il sonno mi ha preso tra le sue braccia e io non sono riuscito a sottrarmi al suo abbraccio…”. La ragazza sorrise. Ma mentre sorrideva di gusto perchè il giardiniere non aveva compreso il motivo del suo silenzio, una lacrima le scese giù dal volto. Prima una, poi un’altra e così via, come una pioggia, uno stillicidio continuo inumidiva il terreno e bagnava quelle gote rosse e quel sorriso. Il giardiniere che non capiva quello strano silenzio improvvisamente la sentì singhiozzare. “ Cosa vi succede? Perché piangete?”. La ragazza taceva. Lui con la mano le prese il mento e lo alzò guardandola negli occhi. Con un dito le asciugo le lacrime che scendevano. La guardò fissa negli occhi: “non piangete vi prego, non posso vedervi soffrire. Ditemi qualcosa altrimenti non posso aiutarvi…” Lei piangeva, si intristiva, ma non rispondeva alle domande. Lui non ci pensò 2 volte: la prese per i fianchi e la strinse a sé lasciandole poggiare il capo sulla spalla. Lei lo strinse più forte e strusciò la sua guancia sul suo petto. “la verità è che devo partire.” “partire? E dove andate di bello?” chiese lui accarezzandole i capelli. “vado lontano da qui, lontano da voi e dal roseto.”. La frase suonò come una lama gelida nel cuore del giardiniere. Non l’avrebbe mai più vista. Ma adesso non era importante consolare se stesso, ma consolare quella ragazza. “non abbattetevi io non mi muoverò da qui. Vi aspetterò…anche se dovessero passare anni.  Il mio roseto sarà qui ad aspettarvi anche lui.” “non mi importa del roseto. Il roseto, i mirtilli, le piante che avete coltivato sono tanto belle, perché tanto bello è premuroso è il giardiniere che le cura. Il vostro modo di fare così gentile e il vostro aspetto piacente mi hanno colpito. L’idea di separarmi da una persona dall’animo tanto nobile mi rattrista.” “Ascoltatemi! Io anche sono rimasto colpito da voi, siete come la natura, bella, affascinante e generosa. Non voglio che voi non partiate per colpa mia. Io e voi saremo sempre insieme, basta che voi ricordiate quanto vi dico:

“Kiss the rain

Whenever I'm gone too long
If your lips feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
We're under the same sky
And the night's
As empty for me as for you
If you feel
You can't wait till morning
Kiss the rain”

“ ma questo è il ritornello di una canzone…” “ Si hai ragione. La canzone si chiama kiss the rain. Pensate a quello che dice il testo. La musica ha tante funzioni tra cui quella di tenere compagnia, di consolare, di consigliare. Seguite quanto dice la canzone e vedrete che non mi perderete mai.” La ragazza facendo tesoro delle parole del giardiniere, lo baciò e poi partì. Qualche giorno venne a  piovere, ma lui rimase dentro casa ancora scioccato per quanto era successo. Poi il tempo passò e si dimenticò di quella promessa fatta.

Quel giorno mentre rimetteva a posto qualche pianta nel suo giardino, trovò il capello di paglia della ragazza e iniziò a ricordare. Ora stava per venire piovere.

Quando smise di ricordare, vide che il vetro della finestra era bagnato. Stava piovendo: uscì fuori e baciando la pioggia cominciò a ricordare. La ragazza era come se fosse lì, davanti a lui. I suoi capelli si stavano bagnando e il suo viso anche, ma non era importante. Mentre lui era lì fuori, alla radio suonava una canzone: “kiss the rain”. In quel momento baciando una goccia di pioggia ricordò il bacio che gli aveva dato quella ragazza e piangendo forse per la gioia o forse per la malinconia iniziò a cantare.

Su una spiaggia lontana, che pochi conoscevano, una ragazza era stesa sulla sabbia e guardava in cielo: stava piovendo. I suoi occhi si riempirono di lacrime e sussurrando le parole di una canzone  iniziò a baciare la pioggia e a cantare. Quelle lacrime, quei sorrisi, quei pianti parvero per un attimo ricongiungersi: chilometri li separavano ma una sola cosa li univa, una canzone dei baci alla pioggia. Le nuvole grigie che avevano portato la pioggia pian piano si diradarono e dopo la tempesta solo 2 persone erano felici:  una stesa nel suo giardino accarezzandoli petali di rosa e annusando un capello di paglia e l’altra era cullata dal rumore del mare.

Non so quanto rimasero lì stesi a fissare il cielo so solo che entrambi si addormentarono cantando questa canzone:

Kiss the rain

Whenever I'm gone too long
If your lips feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
We're under the same sky
And the night's
As empty for me as for you
If you feel
You can't wait till morning
Kiss the rain.

March 13

Un anno fa

Un anno fa ero fidanzato con una ragazza. Il tempo sembra passato velocissimo, mi sembra passato così tanto tempo. E’ stata la storia più seria che ho avuto fino a questo momento…La storia è finita per varie ragioni, sicuramente gran parte della colpa è stata mia lo devo ammettere. Quando una storia finisce si può provare a restare amici, si può smettere di parlarsi, si può reagire in molti modi diversi. Noi abbiamo provato a rimanere amici. Io mi sono sempre comportato da stronzo con lei, forse perché temevo che innamorandomi di lei ancora l’avrei fatta stare male di nuovo (sono convinto che quando leggerai questa frase sorriderai o riderai ), forse perché non credevo che lei sarebbe stata capace di essermi amica, forse perché gli amici che mi vedevano con lei ancora mi prendevano in giro allora io facevo lo scemo…Forse non c’è una ragione, la verità è una sola: nonostante lei abbia fatto di tutto per essermi amica io l’ho sempre rifiutata. Oggi per caso, mi ha scritto un messaggio in chat e io le ho risposto per la prima volta gentilmente. La mia gentilezza non è stata casuale né impulsiva: in un anno in cui ho sperimentato diverse relazioni, ho capito che quella ragazza, in quei due mesi mi ha veramente amato come nessuna ha fatto mai, né io nella mia stupidità lo avevo mai capito. Quando poi oggi mi ha anche scritto un messaggio dicendomi “Stasera, dopo un anno che non succedeva, ho ascoltato la nostra canzone..ho pianto e ho ricordato..mi hai resa felice un anno fa, grazie”. A quel punto i miei occhi sono diventati umidi…Dopo tutto quello che le avevo fatto passare, dopo il male che le avevo fatto, lei mi aveva scritto un messaggio del genere…Volevo risponderle con un messaggio, ma mi sono reso conto che un così bel gesto non poteva essere ricompensato con un semplice sms. Ho sentito il bisogno di scrivere questo intervento…

La nostra canzone, e come dimenticarla… “come sei bella…” ti ricordi? Te la cantavo guardandoti in quegli occhi timidi che mi ricambiavano il mio sguardo languido che tradiva le mie intenzioni, mentre ti accarezzavo i capelli (cosa che odiavi ma che non mi hai mai impedito di fare), mentre ti baciavo, mentre ti dicevo ti amo (troppe poco). Sebbene non abbia mai avuto il coraggio di dirtelo, io in quei mesi con te sono stato bene, ho provato un sentimento che forse adesso un po’ mi manca…Ma è passato il tempo e le nostre strade che prima erano una sola si sono divise generando 2 vie diverse. Nessuno impedisce a queste strade di essere parallele ma non sovrapposte, ora lo so: si può essere amici, basta volerlo. Grazie per il tuo gesto, grazie per le parole che mi hai scritto, grazie per le lettere a cui non ho risposto, grazie per oggi, grazie per essere stata con me, grazie per avermi sopportato, grazie per avermi capito, grazie per avermi veramente e fortemente amato, grazie per tutto quello che hai fatto e fai ancora per me. Grazie…

Ora dopo che hai letto questo intervento se ti sei commossa non piangere, il tuo viso ha già versato troppo lacrime per me non me le merito…

Ti saluto  e qualunque cosa accada ricorda che tu sarai sempre la  mia Venere…

Innominato

 

 

Ps. Gradirei che non ci fossero altri commenti fuorché quelli dell’interessata…

Grazie

L’Innominato

March 12

Carmen

Ho pensato che se avessi scritto un testo forse ti saresti annoiata e non l’avresti letto e una poesia? No, la poesia sarebbe poco e poi io non sono un degno poeta per cantare di Carmen. Fare un componimento celebrativo? Avrei potuto ma mi sono reso conto che tu non sei come la mia musa Lady A, tu sei diversa. Provo qualcosa per te che non si può difficilmente esprimere a parole, qualcosa di sublime, un sentimento nobile, celeste, etereo. Provo questo sentimento, perché tu in fondo sei così: nobile, celeste, sublime, eterea, angelica, pura. Non esistono abbastanza aggettivi per cantare le tue doti e i tuoi pregi, accetta questa umile dedica che un tuo grande ammiratore ti scrive:

 

                         Sei Carmen per me

 

                          Carmen è musica.

                          Carmen è canto.

                          Carmen è poesia.

                                                       Carmen è ispirazione.

                                                                                                                                         Carmen è degna di lode.

                                                       Carmen è un incantesimo.

                                                       Carmen è affascinante.

                                                       Carmen è stupenda.

                                                                                                     Carmen è dolce.

                                                                                                                                         Carmen mi piace.

                                                                                                     Carmen è semplice.

                                                                                                     Carmen è sincera.

                                                       Carmen è pura.

                                                       Carmen è magnanima.

                                                       Carmen è staordinaria.

                                                                                                                                         Carmen quando parla con me mi fa stare bene.

                                                                                                                                         Carmen mi guida.

                                                                                                                                         Carmen è un amica, anzi forse anche di più..

Carmen è un fuoco che arde.

                                                                                                       Carmen è aria fresca e soave.

                                                                                                       Carmen è profumo di fiori.

                                                       Carmen è acqua limpida.

                                                       Carmen è il mare che mi dà gioia e mi tranquillizza. 

                                                       Carmen è l’universo.

Carmen è dovunque.

Carmen è vita.

Carmen è festa.

                                                       Carmen è felicità.

                                                       Carmen è luce.

                                                       Carmen è candida.

                                                                                                                                       Carmen è spirito e preghiera.

                                                                                                                                       Carmen è un angelo.

                                                                                                                                       Carmen è il paradiso.

                                                                                                Carmen per me è tutto.

                                                                                          Carmen è un cielo stellato.

                                                                          Carmen è polvere di stelle (stardust)

                                                                                                   Carmen…

Questo intervento è per te.

 

Un nero serafino

Innominato

February 11

Back from Egypt

Mentre scrivo queste cose io non mi trovo nella mia stanza. La musica mi sta riportando indietro nel tempo…La settimana scorsa quando mi trovavo in Egitto…Pensare che tutto quello che ho vissuto è successo in una settimana mi sorprende. Mi sembra di essere stato via anni. E’ stata una delle settimane più belle della mia vita. Ho conosciuto persone di tutto il mondo, culture diverse dalla mia e ho conosciuto meglio me stesso. Guardando adesso nel vuoto mi sembra di vedere quel mare, di sentire sulla pelle quel sole e quel vento, sotto i piedi la sabbia e le persone che parlano, ridono scherzano e si divertono. L’animazione è stata fantastica mi ha coinvolto e mi ha fatto divertire molto. E’ assurdo che delle persone tanto straordinarie non siano conosciute a livello mondiale…Come si può dimenticare Sabrina, Rollo, Veronica, Alex e tutti gli altri? Le persone che ho conosciuto sono dei grandi, non vi dimenticherò mai!!!!! Un saluto particolare va a Filippo una grande persona con cui ho condiviso grandi momenti di divertimento (insieme a ballare in discoteca mentre c’era il fato bastaso,cornuto, musulmano e russa cazzu cazzu…Grande Filippo ci siamo capiti…;-) ). Ieri la luna sembrava sorridermi mentre partivo e anche io ero tutto sommato allegro, ma adesso la nostalgia mi sta assalendo. Pensare a quello che mi aspetta a scuola, pensando alle persone che non rivedrò mai più, pensando a quei momenti così allegri e spensierati mi viene da ridere e da piangere…Sono emozioni che non si riescono a trasmettere a pieno scrivendole…Da una parte c’è questo sentimento, dall’altra sono ansioso di vedere i risultati del mio cambiamento sulle persone che mi conoscono…Pensare che domani si inizia di nuovo la scuola…Pazzesco! Incredibile! Si torna alla matematica, alla trigonometria e alla fisica, alla letteratura, alle cotte di scuola, agli scherzi tra amici, agli sguardi seducenti, alle partite di biliardo, agli allenamenti di basket, alle lezioni di nuoto, alle passeggiate per il centro, ai discorsi profondi e alle stupidaggini di beata gioventù. Mi lascio alle spalle un’esperienza grandiosa che come quando sono a Malta ha lasciato un segno profondo in me. Sono quelle poche esperienze che ti sconvolgono, poco tempo ma  che vale una vita…L’mp3 pare che percepisca il mio stato d’animo e con la modalità dj sta selezionando tutte le canzoni più tristi e malinconiche del repertorio. Non importa, tra un po’ lo spegnerò…Voi come avete passato le vacanze? Avete avuto anche voi qualche esperienza grandiosa? Se avete voglia di raccontarla io l’ascolterò volentieri…Ora vi saluto torno a studiare e a pensare alla scuola nella speranza di distarmi. Egitto, Egitto grazie a questa settimana ti avrò sempre nel cuore come Malta.

Un saluto dall’Innominato malinconico e felice

Ciao

Animoticon

Ciao

February 02

La partenza dell'Innominato

Oggi è l'ultimo giorno che mi trovo qui a Bolzano poi partirò per una settimana e andrò in Egitto. Per una settimana quindi nn riuscirò  e non potrò rispondere a nessuno...Dicono che ogni viaggio porta cn sè un insegnamento, spero di imparare e di cambiare in questa settimana...Animoticon
Auguro a tutti buon carnevale...
Un saluto
Innominato
January 27

Semplicemente per te Lady A

 

Forse quella A significa angelo? Forse quella A significa amore? Forse quella A significa attrazione? Forse Alba, perché è questo il tuo nome? Forse Aquilanera? Non so cosa significhi, ma so che Lady A è il nome di una donna straordinaria. Non ti ho mai visto lady, ho solo letto le tue parole e mi queste mi sono bastate per volerti bene. Gentile, sempre cordiale con me, Innominato, sei stata la prima dopo Liz (signora spagnola a cui sono affezionatissimo) a lasciare dei commenti sul mio blog. Grazie alle tue parole ho deciso di non chiudere il mio blog e di andare avanti, perché almeno una persona a questo mondo stava leggendo ciò che scrivevo… Questo è solo uno dei motivi della mia gratitudine per te.

Mi rivelerai un giorno “the secret of eagles” ? O Aquilanera, che bella figura sei tu! Alba è il tuo nome e sin dal mattino mi accompagni in una bella giornata,  come un’aquila che vola all’alba in un cielo albo. Nera poi, così il tuo colore risalta nel biancore della mattina…Voli Aquilanera, chissà che giri fai, chissà che luoghi hai sorvolato, chissà che sensazioni stupende provi, chissà che libertà c’è lassù nell’etere, chissà che bello deve essere volare con te. Il tuo talento grafico è ineccepibile, le parole che scrivi sono verità assolute, tu sei l’arte personificata. Io Innominato, conoscendoti posso elevarmi maggiormente verso il cielo, finché un giorno come una piccola aquila spiccherò anche io il volo.

Dicono che la sola cosa che rende impossibile un sogno sia la paura di fallire, ma finchè ci sarai tu io non avrò mai questa paura. La vita nasconde la propria magia e la propria arte, ma se avrò te come maestra probabilmente riuscirò ad intravedere parte della sua magia. Le parole che esistono non saranno mai in grado di esprimere la gratitudine e il sentimento di forte stima che nutro nei tuoi confronti...

L’arte, la poesia, la dolcezza sono gratuiti e così anche tu sei gentile senza chiedere nulla in cambio, io voglio seguire il tuo esempio…Ti dedico questo intervento, forse noioso, forse stupido, ma scritto col cuore gratuitamente. Leggilo, non c’è bisogno che lo commenti ti basti sapere che io quando l’ho scritto ho pensato solo a te. Lady tu per me sei una musa ispiratrice, sei la fonte di bellezza, di arte, di saggezza e di verità…Lady A grazie di esistere…

 

Un bacio grandissimo e un abbraccio fortissimo alla mia musa

 

Innominato

January 10

Innominato e Discordia

Insegnare l’Amore a Discordia

 

L’Innominato discuteva disteso sotto una quercia insieme ad una donna. Gli argomenti erano di diverso tipo: si parlava della sorte degli uomini, degli dei, della ricchezza, della felicità, del potere, della passione, del bene, del male e per un momento l’attenzione dei tue si concentrò sul tema dell’amore:

Innominato: “Lo sai che l’Amore ama anche il silenzio?

Ragazza: “No non è possibile…Se tu stai zitto come fai a dimostrare il tuo amore ad una persona?”

Innominato. “Non ci credi? Vuoi vedere?”

Ragazza: “No ma non è possibile…Io ogni volta che sto col mio amato parlo sempre…Io conosco l’Amore…”

Inn.: “Sei sicura di conoscerlo?”

Rag: “Certo…Guarda quanti pretendenti ho…Credi che io avrei tanti pretendenti se non conoscessi l’Amore?”

Inn: “Le cose non sono così  semplici. Tu conosci l’arte del sedurre e non l’Amore.”

Rag: “Allora sentiamo, vuoi dirmi che tu conosci l’Amore?”

Inn: “Io?”

Rag: “Si tu, che ti ostini a sostenere la mia ignoranza in campo amoroso…Tu conosci l’Amore?”

“Io…” L’Innominato penso per qualche secondo al responso più opportuno e infine disse: “Io…Ammetto la mia ignoranza in materia, ma sono sicuro che ciò che tu dici di conoscere bene non è Amore…”

Rag: “Come puoi dirlo?”

Inn: “Perché l’Amore non è una cosa che si può apprendere. In amore non si è maestri, ne apprendisti…L’Amore viene e basta, nasce e si distrugge, trascende la volontà umana e divina e credevo che tu lo sapessi Discordia…”

Discordia: “No io non sono d’accordo…Vuoi vedere che adesso riuscirò a farti innamorare di me?

Innominato. “ Io ne dubito, ma aspetto che tu mi smentisca…”

Discordia sorrise languidamente con sguardo che annunciava una palese sfida. Mi sorrise e io le sorrisi. Il suo aspetto cominciò a mutare: diventava di secondo in secondo più bella. Qualcosa dentro l’Innominato cominciò vorticosamente a girare, procurandogli una sensazione stupenda. Discordia si avvicinò a lui lentamente, gli prese la mano e sempre sorridendo, cominciò a strusciare il suo corpo perfetto su di lui il quale non riusciva più a comprendere niente. I suoi capelli lunghi coprivano il volto dell’Innominato. Il viso di Discordia si avvicinò lentamente, sempre più lentamente all’Innominato finchè le labbra dei due non si sfiorarono. In quel momento la quercia sotto i quali erano distesi tremò, in cielo baluginò un lampo e rimbombò fragorosamente un tuono. Poi Discordia riprese il suo posto e il suo aspetto e guardò l’Innominato con sguardo che voleva sondare i risultati. Il bacio di Discordia aveva turbato così tanto l’Innominato che egli stava lì fermo immobile: respirare il profumo dei suoi capelli, incontrare quegli occhi così languidi, baciare quella labbra così intensamente, lo avevo senza dubbio cambiato…

Disc: “Allora cosa ne pensi? Credi ancora che io non conosca l’Amore?”

Inn: “Ehm…”

 “Allora cosa stai cercando di dire?” mi chiese Discordia con un sorriso soddisfatto. Aveva capito quel bacio aveva lasciato un segno indelebile, del resto essendo una dea…

Disc: “Allora? Che mi rispondi?”

Inn:“Ehm…”

Disc: “Perché balbetti, non mi dire che il mio bacio ti sconvolto così tanto…”

Inn: “Be’ si.”

Disc: “Come mai?”

Inn: “Non sono mai stato baciato da una dea. Piuttosto, vuoi che ti dimostri la mia conoscenza dell’Amore?”

Disc: “Si dai sono curiosa di vedere le tue capacità!!!”

Inn: “Be’ per prima cosa devi fare questo per me. Devi immaginare…”

Disc. “Immaginare?”

Inn. “Si. Ho bisogno che la tua mente pensi esattamente le cose che io ti dico di pensare…”

Disc. “Ma cosa vuoi fare?”

Inn. “Voglio farti sperimentare una cosa che sola una dea può sperimentare…”

Disc. “Si ma cosa?”

Inn. “Non avere fretta Discordia. Abbi pazienza.”

Disc. “Uffa ma io non voglio aspettare e poi io non so immaginare…”

Inn. “Tu chiudi gli occhi. E non domandare. Ora tu stai camminando su una spiaggia, quello che senti sotto di te non è l’erba, ma sono i granelli di sabbia…”

Disc. “Ma dai come puoi chiedermi di sentire i granelli di sabbia sotto i piedi?”

Inn. “Se non ce la fai, vuol dire che non hai fantasia. E la gente senza fantasia…”

Disc. “La gente senza fantasia cosa???”

Inn. “No niente non importa…Io sono convinto che tu abbia molta fantasia…”

Disc. “No io non ho fantasia..”

Inn. “Allora ti avevo sopravvalutato…Me ne vado…”

E mentre l’Innominato si allontanava... “Aspetta Innominato…Scusami…Hai ragione non dovevo comportami così. E’ solo che non riesco ad immaginare le cose che tu mi chiedi…”

L’Innominato ,che non si era mai veramente allontanato, le disse: “Ascolta, Discordia,… capisco che non è facile immaginare quello che ti ho chiesto…Ma se fosse facile non lo avrei chiesto a te che sei una dea giusto?”. Le parole dell’Innominato risuonavano dolci e sonore per i prati dell’Olimpo.

Disc.“Va bene. Cercherò di seguirti.”

Inn.“Allora discordia. Tu sei su una spiaggia, stai camminando, alla tua sinistra c’è il mare, alla tua destra il deserto. Davanti a te c’è la luna bianca e opaca in cielo nero come le tenebre del Tartaro. Io ti sto camminando affianco e ti tengo per mano…”

L’Innominato a quel punto le strinse la mano: “…Io ad un certo punto ti tiro verso di me, e cominciamo a camminare verso il mare. I tuoi piedi si bagnano e le tue gambe anche, anche la tua candida veste…” Discordia tremava di freddo, le sue gambe erano bagnate, la quercia era sparita e intorno a loro si vedeva solo il deserto e il mare. Non erano più sull’Olimpo, ma continuavano ad essere stesi. “Discordia. Adesso apri gli occhi.” Discordia aprì gli occhi e videro che non erano più sull’Olimpo. “ Ma dove siamo?”chiese lei.

Lui rispose: “Non ti preoccupare, non è importante dove siamo, l’importante è che ci siamo. Ora vieni con me…Gli occhi li puoi tenere aperti.”. Lei ora taceva. Non capiva dove erano e non capiva cosa volesse fare l’Innominato.

“Innominato ma cosa vuoi fare? Dove mi hai portato? Dove siamo? Io non mi sento sicura qui…Ma siamo sulla terra o sull’Olimpo?”

“Non siamo da nessuna delle due parti. Ci troviamo nel mio mondo. Io solo ho la chiave per aprire il passaggio che ci farà tornare sull’Olimpo.”

“Ma io voglio tornare subito, ho paura qui, non mi sento sicura…”

“Tu paura? Una dea che ha paura del mio mondo? Ma non può essere…Ascolta Discordia, tu hai troppe preoccupazioni…Dimmi una cosa: hai paura di me?

Disc. “No”

Inn. “Ti fidi di me?”

Disc. “Si, ma…”

Inn. “Allora non domandare altro. Vieni qui.”

Disc. “Qui dove?”

Inn. “Qui vicino a me…Adesso abbracciami.”

Lei lo abbracciò.

“Ora Discordia chiudi gli occhi e lasciati andare, non pensare a niente.”

Lei obbedì. A quel punto l’Innominato spiegò le sue ali e cominciò a sollevarsi dal suolo.”

“Cosa sta succedendo?” domandò lei ad occhi chiusi.

Inn.“Stiamo volando. Quando riaprirai gli occhi mi vedrai nella mia vera forma.”

Disc.“Vera forma? Di cosa stai parlando?”

“Tace et noli  alia dimandare!”.

L’Innominato dopo essersi sollevato dal suolo si stava dirigendo verso un luogo che solo lui conosceva, che si trovava al centro del suo mondo. L’Innominato sorvolò il mare finche arrivato ad un certo punto si fermò. Le sue ali continuavano a battere. Ad un certo punto avvenne qualcosa: l’Innominato si trasformò ulteriormente. Ora aveva indosso un manto nero, dalle sue tempie erano spuntate delle corna ricurve, lunghe che partivano dalle testa e con numerosi giri gli scendevano fino ai talloni. Il suo corpo non era più umano. Le sue braccia non erano di carne, erano trasparenti e lungo il suo corpo rivoli d’acqua lo avvolgevano come serpenti attorcigliati in amore. Al centro del suo petto un fuoco bruciava inestinguibile, ed esterni al suo corpo, vortici di vento che avvolgevano sia lui che Discordia. Senza parlare, l’Innominato guardò giù verso l’acqua e questa come se obbedisse ad i suoi ordini si modificò fino a creare un letto d’acqua sospeso in aria. A quel punto lui appoggiò Discordia sul letto d’acqua e poi ci si appoggiò anche lui. Nonostante fosse fatto d’acqua nessuno dei due vi sprofondava. Tuttavia entrambi si bagnavano. I capelli di discordia erano bagnati, il suo corpo era bagnato, la sua veste era bagnata. Non era difficile intravedere le sue forme sotto quelle esile veste bagnata. L’Innominato a quel punto le si avvicinò, lei tremava per il freddo, ma non osava domandare. Più l’Innominato si avvicinava, più l’acqua su cui era stesa Discordia si riscaldava. Adesso lei non sentiva più freddo, era bagnata e sentiva una piacevole sensazione. Il corpo di Discordia che prima era stato così rigido e timoroso, aveva cominciato a rilassarsi,i suoi muscoli cominciavano a rilassarsi e anche lei aveva iniziato a godersi la piacevole situazione. L’Innominato le si avvicinò fino a sfiorarla con il corpo, lei a quel punto emise un gemito. In quello stato di quiete Discordia , riusciva ad avvertire tutta la potenza della persona che le era accanto. Capiva che la potenza di quella persona che gli si avvicinava sempre di più, non era potenza fisica, non era potenza mentale, ma era potenza di spirito. Iniziava a capire cosa voleva mostrarle l’Innominato: l’Innominato voleva mostrarle che l’Amore è un atto di completo abbandono e che non importa la forma, non importa l’aspetto perché l’amore non è solo un unione di corpi, ma anche un unione di anime, un abbraccio universale che va oltre la carne, la bellezza, l’aspetto oltre gli uomini, oltre gli dei come lei, oltre tutto. Comprese allora i suoi errori, comprese di non aver mai conosciuto l’Amore e come un allievo si pasce della sapienza del proprio maestro, così lei aspettava di essere nutrita dal suo maestro, l’Innominato. L’Innominato più si avvicinava lei col corpo, più la faceva fremere e gemere. I corpi si sfioravano soltanto, era l’anima, la potenza spirituale dell’Innominato a farla gemere…Ad un certo punto l’Innominato le fu sopra. Lei sentì un calore indescrivibile, ma non si scostò, anzi aspetò sempre più ansiosa che l’Innominato si avvicinasse. Le due anime si stavano progressivamente fondendo in una sola. Finalmente il momento tanto agognato arrivò. L’Innominato si avvicino alle sue labbra e accarezzandole dolcemente i capelli, la baciò. In quel momento il mare tutto intorno a loro cominciò a muoversi. Il vento che prima non spirava neanche, iniziò a soffiare così velocemente da creare delle trombe d’aria. Queste fondendosi con l ‘acqua diventavano ancora più veloci e potenti e giravano intorno al talamo avvolgendo i due amanti in una intimità senza tempo. La luna che prima era opaca iniziò a brillare di una luce tanto intensa da superare perfino il sole per intensità. L’Innominato e discordia intanto non si erano distaccati e il loro bacio continuava, ora al bacio si aggiunsero le carezze e dalle carezze si passò al vero Amore. I due corpi non si staccavano mai l’uno dall’altro e non si riusciva più a distinguere chi fosse l’Innominato e chi fosse Discordia. Nessuno dei due pensava niente, erano solo presi da questa sensazione stupenda che li univa sempre più e li rendeva sempre più felici. Poi quando fu terminato l’amplesso, i due si scostarono per un momento. L’Innominato la guardò e le fece cenno senza parlare di aprire gli occhi: l’Innominato nella sua vera forma non aveva bisogno di parlare, poteva trasmettere i suoi pensieri direttamente alle persone e così fece con la dea. Questa che amando l’Innominato era diventata parte di lui, gli rispose allo stesso modo senza parlare, ma con il pensiero. Non c’era bisogno di aprire gli occhi e non c’era bisogno di parlare. L’Innominato le chiese se voleva tornare sull’Olimpo, e lei disse di no. I due rimasero lì a parlare ancora a lungo finché Discordia non disse di voler tornare sull’Olimpo. A quel punto l’Innominato cominciò a ritrasformarsi nella sua forma usuale e parlando le disse: “Discordia, noi siamo già sull’Olimpo…”

Disc: “Ma come può essere? Io ho visto con i mie occhi di essere da un’altra parte, nel tuo mondo.”

Inn. “Apri gli occhi e vedrai dove ci troviamo.” Lei aprì gli occhi e vide sempre le stesse cose.

Disc.“Ma io non vedo nessun cambiamento…”

Inn. “Sicura? Apri davvero i tuoi occhi…E tu sai cosa intendo…”

A quel punto Discordia aprì gli occhi fisicamente e vide intorno a sé l’erba e sopra di sé i rami della quercia.

Disc.“Ma come può essere? Vuol dire che non ci siamo mai mossi da qui?

Inn.“Esattamente. Io ti ho aperto la mente e ti ho concesso di viaggiare nel mondo della fantasia. Tutte le sensazioni ti sembravano reali perché tu sei una dea e la tua immaginazione è molto potente.”

Disc. “vuoi dirmi che tra me e te non c’è stato niente?”

Inn. “Be’…diciamo che alcune cose non le hai immaginate…”

Disc. “Vuol dire che abbiamo fatto davvero l’amore insieme?”

Inn. “Si, ed io ho assunto la mia vera forma…”

Disc. “La tua vera forma?...Ah si! Ora ricordo. Io non ti ho visto nella tua vera forma perché poi mi hai fatto chiudere gli occhi…”

Inn. “Sei curiosa di vedermi veramente?”

Disc. “Si un po’ anche se non vorrei fare come Amore e Psiche e fare la fine di Psiche che perse Amore…”

Inn. “Discordia, tu non mi perderai mai finche avrai le chiavi del mondo della fantasia. Ogni volta che mi vorrai, io sarò da te, con l’aspetto che vorrai e dove vorrai….”. Ed in quel momento l’Innominato si trasformò. Discordia rimase attonita. L’Innominato le parlò con la mente e lei rispose. Si stesero di nuovo sotto la quercia e ricominciarono a parlare…

I'm

January 08

perchè voi valete....

leggetelo... è davvero bello.

Questo probabilmente dovrebbe essere appeso al tuo specchio in modo che tu lo possa leggere ogni giorno.puoi non crederci ma è vero al 100%
1.al mondo ci sono almeno due persone che morirebbero per te
2.almeno 15 persone ti vogliono bene in una qualche maniera
3.l'unica ragione per cui qualcuno potrebbe odiarti è proprio perché vorrebbe essere come te
4.il tuo sorriso può portare gioia a chiunque, anche a qualcuno a cui non sei caro
5.ogni notte qualcuno pensa a te prima di addormentarsi
6.per qualcuno tu significhi tutto
7.tu sei speciale e unico
8.qualcuno di cui neanche conosci l'esistenza ti ama e ti ammira
9.anche quando fai l'errore più madornale ne deriva qualcosa di bello
10.quando pensi che ormai tutto il mondo ti abbia voltato le spalle,guarda di nuovo
11.ricordati sempre i complimenti che ti sono stati fatti.dimentica le offese
se sei un amico amato manda questo messaggio a tutti, anche a chi te l'ha mandato.
se lo ricevi indietro vuol dire che ti amano davvero.
e ricordati sempre: quando la vita ti offre limoni, recupera sale e tequila e fammi un fischio!!
i buoni amici sono come stelle, non li vedi sempre ma sai che sono sempre al tuo fianco.
'preferisco ricevere una rosa e un sorriso da un amico finché sono vivo piuttosto che un camion di rose quando morirò!'.
mandalo a tutti gli amici, anche a me se mi reputi tale.e non dire che sei troppo occupato per farlo...non conosci la frase 'fermati e annusa i fiori??'...
 
Un ringraziamento speciale a Michela a cui auguro un buon anno!!
L'Innominato
January 05

Ricordi e buon anno

Che ricordi...leggetela tutta :-)

Noi che.........
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo il GameBoy
Noi che giravamo con i pattini.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, poi la bella,e poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria
Noi che giocavamo a Forza 4
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola)
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'
Noi che ci divertivamo anche facendo'Strega comanda color.'.
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, e Daitan3
Noi che Super3 non era solo un canale.
Noi che le barzellette cominciavano con Pierino, il fantasmaformaggino o un Francese, un tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che esisteva ancora la Polaroid
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
Noi che potevamo star fuori in bici il pomeriggio
Noi che sapevamo che erano le 4 perché iniziava BIM BUM BAM
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween
Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
Noi che le merendine erano la girella e la crostatina al cioccolato
Noi che non potevamo bere la Cocacola troppo tardi xchè non ci faceva dormire
Noi che giocavamo col Super Tele
Noi che il Tango costava ancora 5 mila lire e..'stai sicuro che questo non vola...'
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino
Noi che ci divertivamo anche facendo; Strega comanda color;
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a Campana
Noi che facevamo Palla Avvelenata

Noi che giocavamo a Ruba Bandiera
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big.babol contemporaneamente.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui